Le vecchie lampadine a incandescenza utilizzavano un metodo "rozzo" per produrre energia luminosa.
Esse, infatti, contenevano un sottile filamento, solitamente in Tungsteno.1 che veniva riscaldato fino ad altissime temperature facendogli passare corrente elettrica.2.
Questo meccanismo produce energia luminosa, disperdendo però molta energia in calore.
2. Gas inerte 3. Filamento di tungsteno 4. Filo di andata 5. Filo di ritorno 6. Supporto del filamento 7. Supporto della lampada 8. Contatto con la base 9. Base a vite 10. Isolante 11. Contatto sulla base |
Le lampadine a basso consumo riescono a produrre il quintuplo dell'energia luminosa a parità di corrente elettrica ricevuta.
Queste lampadine hanno un differente metodo per produrre l'energia luminosa.
Esse sono composte da una camera interna piena di Neon.3, quando viene donata corrente elettrica, gli elettroni degli atomi del gas si eccitano, tornando poi allo stato fondamentale liberando energia luminosa.4 sotto forma di fotoni e disperdendo solo una minima parte in calore.
Un unico fotone può eccitare diversi elettroni di atomi di neon prima di disperdersi completamente in calore, questa tecnica risulta perciò vantaggiosa.
Per altre informazioni riguardo i fotoni, visita Lo sapevi che.. - Capitolo II
.1: Metallo di Transizione molto duro e con un elevata temperatura di fusione. Proprio per questo viene usato come fonte di energia luminosa prodotta per incandescenza.
.2: Flusso di elettroni attraverso, come in questo caso, un filo metallico.
.3: In quanto Gas Nobile è un elemento stabile, che quindi non può effettuare reazioni chimiche legandosi ad altri atomi.
.4: Energia che può essere sprigionata come onde elettromagnetiche o come particelle di energia luminosa chiamate fotoni.
Perchè la cipolla ci fa lacrimare?
Il fenomeno della lacrimazione può essere indotto dai nervi sensoriali posti dietro all'occhio.1 quando captano una sostanza irritante, la lacrimazione è una soluzione di difesa del corpo umano per sciacquare via la sostanza irritante.
Quando le cipolle vengono affettate, i tessuti rilasciano degli Acidi Sulfenici.2 estremamente volatili.3 che sono considerati dai nervi come sostanze irritanti, innescando il meccanismo di lacrimazione.
.1: Nervo Ciliare, posto più precisamente dietro alla Cornea
.2: Acidi che contengono uno o più gruppi -SOH
.3: Sostanza che evapora facilmente passando in forma gassosa.
Perchè la birra ha le bollicine?
La birra è una bevanda prodotta grazie alla fermentazione alcolica di zuccheri derivanti da piante come il malto d'orzo, il mais e il riso.
La fermentazione alcolica è una variante anaerobica.1 della respirazione cellulare.2 che viene utilizzata dai lieviti.3. per la produzione di energia.
Differentemente dalla respirazione cellulare, che produce 38 ATP.4 per ogni molecola di zucchero.5 demolita, questo processo sviluppa solamente 2 ATP.
Questo processo è meno produttivo poichè non è in grado di sfruttare l'Ossigeno, necessario alla completa demolizione della molecola di zucchero, quindi si interrompe a metà, dando come prodotto l'Acido Piruvico che viene poi ridotto.6 a Etanolo attraverso la rimozione di una molecola di CO2.
Questa CO2 che viene scartata è una molecola gassosa ed è la componente delle bollicine che vediamo salire verso la superficie osservando la birra.
E' lo stesso principio per il quale si formano le bolle vuote nella mollica del pane, durante la cottura infatti l'Etanolo evapora.
.1: Gli organismi anaerobi sono organismi che non necessitano di Ossigeno per sopravvivere.
.2: La respirazione cellulare è un processo di produzione di energia che necessita l'Ossigeno, è utilizzata dagli organismi aerobi.
.3: Organismi appartenenti al regno dei Funghi.
.4: Adenosina Tri-Fostato, è una molecola carica di energia utilizzata dalle cellule per svolgere i processi vitali.
.5: In questo caso è inteso lo zucchero Glucosio. Può comunque essere demolita qualsiasi molecola di Grasso, Acido Grasso o Zucchero.
.5: Attraverso un processo di ossidoriduzione gli è stato fornito 1 protone (H+) e 2 elettroni (e-), riducendo quindi il suo numero di ossidazione.



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